Galleria delle opere a pastello soft - Collezioni d'arte in Lombardia
Benvenuti nella mia collezione d’arte.
Scoprite oltre 200 opere realizzate a pastello soft nel mio atelier in Lombardia, suddivise per soggetto per accompagnarvi nella scoperta dei miei lavori.
Le opere sono disponibili per l’acquisto e realizzo anche lavori su commissione, con spedizione in tutta Italia.
I colori delle donne
Tutto parte da una domanda: se il carattere fosse un colore, che colore sarebbe?
Disegno donne vere e donne immaginate. Non solo volti, ma presenze.
Uso pastelli soft, fatti quasi interamente di pigmento puro: una polvere che si posa in strati leggeri, come l’identità.
Disegno su cartone e vecchi legni che recupero. Mi piace che il colore di oggi si appoggi a una materia che ha già una sua storia.
Non cerco un’estetica «femminile». Cerco ciò che risuona.
Per me il colore non è un’etichetta, è una voce. La donna non è quel colore: lo abita per un po’, poi passa a un altro.
Invito chi guarda a fare lo stesso: entrare nel colore, sentire come lo abita e uscirne con una sfumatura nuova addosso.
Maternità
«Maternità» non è un racconto di culle e sorrisi, ma la cartografia sottile di tutto ciò che precede e segue il primo vagito.
Ogni madre porta in sé due ritmi: il proprio battito e quello di un cuore nuovo che, per mesi, pulsa in sintonia con il suo. Dipingo per fermare quell’accordo, biologico e spirituale.
Le mie madri non posano in scenari idealizzati. A volte sono di spalle, a volte il loro volto è appena accennato.
Vorrei che chi guarda sentisse un’eco di quella pulsazione, anche senza aver vissuto la maternità. Che percepisse, attraverso il pastello, la forza quieta di una trasformazione irreversibile. Non idealizzata, non retorica, semplicemente viva.
In fondo, ogni nascita ridisegna gli spazi: la stanza, il tempo, la persona che eravamo.
Questi quadri sono finestre su quel mutamento invisibile, continuo, silenzioso come il crescere di una radice sotto terra.
Il meraviglioso mondo dei bimbi
I bambini guardano il mondo con un’attenzione che noi adulti abbiamo perso.
In questa serie voglio ritrovare quello sguardo, quando ogni oggetto è una scoperta e ogni gesto una possibilità.
Mi fermo sulle cose piccole: una cornetta del telefono, un gelato, un gattino, dei fiori. Per un bambino, sono cose grandissime.
Non cerco pose perfette, ma gesti veri, spontanei, capaci di rivelare chi sono davvero.
Non voglio raccontare l’infanzia soltanto come innocenza. C’è anche curiosità, testardaggine, piccole paure. Tutto insieme è meraviglioso.
Vorrei che chi guarda si ricordasse, anche solo per un attimo, com’era respirare senza troppi pensieri addosso.
Se davanti a un disegno viene da sorridere, o nasce il desiderio di mettersi in ginocchio accanto a quel bambino, allora, per me, il quadro ha funzionato.
Figure maschili
La figura maschile è spesso bloccata tra due cliché: la forza e la bellezza da poster. Con questo progetto cerco un terzo spazio, dove solidità e fragilità possano convivere.
Mi interessa la vulnerabilità visibile: i gesti di pausa, i corpi non eroici. Cicatrici, tatuaggi sbiaditi, barbe incolte, rughe non sono difetti da correggere, ma tracce di una storia.
Cerco l’energia prima dei tratti. Se lo sguardo è vero, la somiglianza arriva da sé.
Gli anziani sono archivi di rughe. I musicisti sono corpi che diventano strumenti. I volti sorridenti restituiscono una gioia maschile spesso censurata. Quelli seri non esprimono necessariamente durezza, ma ascolto, riserbo, dolcezza trattenuta.
Una maschilità fatta di pause, dubbi e tenerezza.
Amici animali
Gli animali ci osservano da un pianeta emotivo parallelo: stessi luoghi, linguaggi diversi.
Con «Amici animali» voglio ridurre la distanza, incrociare i loro sguardi alla pari e restituire, attraverso il pastello, la dignità di ogni creatura, domestica o selvatica, come individuo non umano.
Riconoscere l’individualità: un manto non è soltanto una texture, ma un’impronta digitale. Ogni cane, gatto o cinciallegra porta con sé un disegno irripetibile.
Mostrare il silenzio che comunica: niente didascalie cupe né fiocchi superflui. Lascio che siano la posa e la luce a parlare dello stato d’animo.
Desidero che chi guarda senta l’istinto di tendere la mano, davanti a un animale curioso.
Varie
Questa serie è un archivio di esplorazioni. Raccoglie forme semplici e quotidiane — occhi, vasi, fiori, paesaggi, barche — che, osservate a fondo, rivelano sempre qualcosa di nuovo.
Sono tutti confini da attraversare:
l’occhio, tra dentro e fuori;
il vaso, tra pieno e vuoto;
il fiore, tra vita e caduta;
il paesaggio, tra vicino e lontano;
la barca, tra immobilità e movimento.
Il mio lavoro è un viaggio dentro questi confini, per renderli visibili.
Arte Sacra
Questa serie esplora la spiritualità non come dottrina, ma come esperienza visiva e simbolica. Mi interessa il dialogo tra luce e materia, tra gesto umano e spazio sacro, tra visibile e invisibile.
Il mio intento è trasmettere il sacro attraverso il colore: oro, indaco, cremisi non sono soltanto pigmenti, ma risonanze emotive.
Raccontare la fede come ricerca, non come certezza. Figure raccolte, sguardi rivolti verso l’alto, mani tese nel vuoto. Più domanda che risposta.
Indagare la spiritualità come gesto universale, che non si esaurisce in una sola tradizione religiosa.
Non voglio imporre interpretazioni. Vorrei che chi guarda sentisse il respiro di uno spazio più grande.